Norme e riferimenti fiscali dell''iniziativa

ATTENZIONE! Una delle possibili modalità per gestire i buoni da parte delle aziende esercenti é quanto riportato nella descrizione sottostante. Tuttavia questa non é l'unica modalità: consigliamo di verificare con il proprio commercialista le modalità che meglio si addicono alla tipologia di esercizio commerciale.

 

 

Dal 2019 è entrata in scena la nuova disciplina IVA voucher. Con il D.Lgs. n. 141 del 29 novembre 2018, attuativo della direttiva n. 2016/1065/UE, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2018, n. 300, viene disciplinato il trattamento IVA dei buoni acquisto, monouso e multiuso. Tramite questa normativa in primo luogo è stata fornita la definizione di “buono”: uno strumento che contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo o come corrispettivo parziale a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e che indica, sullo strumento stesso o nella relativa documentazione, i beni o i servizi da cedere o da prestare, e le identità dei potenziali cedenti o prestatori, ivi incluse le condizioni generali di utilizzo ad esso relative.

Grazie a questa dichiarazione è allora evidente che i buoni oggetto dell’iniziativa “FATE I BUONI SE POTETE” sono effettivamente buoni di cui al D.Lgs. soprastante

Dall’art. 30-bis della direttiva n. 2006/112/CE si deduce che esistono due tipologie di buoni e precisamente:

  • Monouso: buono in relazione al quale il luogo della cessione dei beni o della prestazione dei servizi cui il buono si riferisce e l'IVA dovuta su tali beni o servizi sono noti al momento dell’emissione del buono. Cioè in pratica si qualifica monouso il buono con riferimento al quale, al momento della sua emissione, è nota la disciplina applicabile ai fini IVA alla cessione di beni o alla prestazione di servizi a cui il buono dà diritto.
  • Multiuso: buono diverso da un buono monouso. Cioè in pratica se al momento della sua emissione non è nota la disciplina applicabile ai fini IVA alla cessione di beni o alla prestazione di servizi a cui il buono dà diritto, il voucher si qualifica come multiuso.

I buoni dell’iniziativa di cui sopra, pertanto, per molti esercizi commerciali saranno quindi multiuso; per cui una corretta gestione potrebbe avvenire in base al processo sotto descritto da verificare ed affinare con il proprio commercialista (sia per gli esercizi commerciali che per le aziende aderenti):

  1. Al momento in cui l’azienda X compra i buoni da un esercente commerciale che opera con generi soggetti a più aliquote iva non si può sapere su quali articoli e con quale iva saranno utilizzati. Il commerciante pertanto non emette subito fattura all’azienda richiedente ma fa un documento di cessione dei buoni all’azienda fuori campo di applicazione iva (non soggetto articolo 2) con il valore totale T (del tipo 10 buoni da 10 Euro per un totale di 100 Euro). L’azienda X può pagare l’esercente e scrive il movimento in contabilità come “crediti verso esercizi commerciali
  2. Quando le persone che ricevono i buoni li vanno a spendere, l’esercente commerciale che li riceve emette uno scontrino “corrispettivo non corrisposto”. L’esercente tiene nota per ogni buono consumato su che tipologia di IVA (4, 10, 22) associata all’articolo acquistato è stato usato.
  3. Alla fine quando il commerciante ha recuperato tutti i buoni che aveva dato all’azienda X (o periodicamente) emetterà fattura all’azienda X per i buoni usati suddividendoli per aliquota iva.  

 

Importante: il totale dell’imponibile e dell’iva di questa fattura (o fatture) deve corrispondere al totale T dei buoni messi all’azienda X.